CAMERE SEPARATE

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Utente: deceptacon
"non immaginate che si debba essere tristi per essere militanti, anche se quello che si combatte è abominevole. E' il legame del desiderio con la realtà a possedere una forza rivoluzionaria" ****************************** quanta spontaneità nei nostri modi schietti, nelle movenze, i completini perfetti; quando uno è naturale è naturale...

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venerdì, 26 maggio 2006

BUON COMPLEANNO, deceptacon!
banksy, "flowerchucker"

In quest'epoca di disperazione, l'unica cosa che conta è tenere aperta la possibilità di un cambiamento radicale
- Slavoj Zizek


Postato da: poorLeno a 10:31 | link | commenti (5)


sabato, 13 maggio 2006

Miti d’oggi, ai confini del presente

"Berlin einzwei" di David Bergman
La Germania lambisce delicatamente il presente ma si svincola dall’attuale contingenza.
Ratzinger e i festanti ciovani riuniti per lui a Colonia nell’estate 2005 spalancano abissi dell’orrore europeo. La Grosse Koalition mi fa venire un mal di pancia riformista, e i miei pensieri deragliano lungo convergenze parallele di democristiana memoria…
Ma tra i relitti di questo ritorno al passato emerge una perla: “la Repubblica” del 6 maggio ci racconta di un bordello a Kreuzberg (Berlino) in cui prostitute esperte si dedicano all’intrattenimento sessuale di clienti vergini, inesperti. Sessanta euro per mezz’ora di “lezione”. O sarebbe meglio dire di “cura”, e la cura, siamo sinceri, non ha prezzo! Nella Cermania ratzingeriana e neo-centrista proliferano i bordelli, e ne nascono di “didattici”.
Dunque: Berlino, meta agognata dai giovani di tutta Europa. Città disseminata di arte, eventi, luoghi eccentrici dell’immaginario post-sovietico o tardo tedesco, dove lo squat è una regola sociale e il prezzo delle case non è ancora stato sfiorato dalla bolla speculativa immobiliare. A Berlino si mangia il döner turco più buono del mondo, e la popolazione comprende qualche centinaio di migliaia di cittadini russi dalla imprecisata collocazione anagrafica, vero residuato bellico della guerra fredda. Insomma, le leggende si sprecano: "tutti a Berlino!" sembra lo slogan di una generazione precaria in cerca di (in)certezze sediziose.
Negli anni Ottanta Pier Vittorio Tondelli scriveva: “Berlino, comunque, appare, anche nel rigido e scontroso clima invernale, una città dolce, facile da vivere, ordinata, piena di umanità. Tutto ciò dipende soprattutto dal fatto che, essendo nella stragrande maggioranza popolata da giovani in età di studi universitari, i punti di incontro sono moltiplicati per mille; la fascia oraria dedicata alla socievolezza è ampiamente spostata oltre la mezzanotte, con locali che aprono – come a Ibiza – alle quattro del mattino; i prezzi sono, generalmente, bassi e accessibili.” Era il 1985, non molto è cambiato.
Oggi forse Berlino è il significante del bisogno di liberazione che spinge le energie sociali del nostro oscuro angolo del Mediterraneo a mettersi in cammino verso altre rotte del tempo.


[roberto_11-13/05/2006]


Postato da: poorLeno a 14:33 | link | commenti (12)


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