CAMERE SEPARATE

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Utente: deceptacon
"non immaginate che si debba essere tristi per essere militanti, anche se quello che si combatte è abominevole. E' il legame del desiderio con la realtà a possedere una forza rivoluzionaria" ****************************** quanta spontaneità nei nostri modi schietti, nelle movenze, i completini perfetti; quando uno è naturale è naturale...

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lunedì, 26 febbraio 2007

L'unica regola dell'Ikea è parlare dell'Ikea...




Non bastava l'umiliazione di dover sperare di essere presi all'ikea di bari perchè, alla fine di un dottorato si deve provare di tutto pè campà. Non bastava l'umiliazione di sottoporsi a test online di lingua inglese, logica, lingua italiana e comprensione del testo tosti al punto da farti venire seri dubbi sulla tua preparazione (post)universitaria. Non bastava rendersi conto che tutti i propri amici e parenti che hanno fatto la stessa trafila, tutti brillanti, tutti poliglotti, tutti preparati ben oltre la media, non sono stati contattati neanche per un mezzo colloquio. Non bastava sapere che l'amministrazione locale ha finanziato e si è resa complice di una grande campagna pubblicitaria pre-apertura, sotto forma di finte selezioni per assunzioni che avrebbero dovuto risollevare le sorti dei poverigiovanidisoccupatidelsud. Non bastava essere venuti a sapere da fonti certe (come se non lo immaginassimo già) come siano effettivamente andate le cose e pensare: ma come stiamo frecati se anche per lavorare all'ikea ci si spartisce i posti di lavoro (figuriamoci quelli per i piani strategici)

No, non bastava. DOVEVA PURE ARRIVARCI LA LETTERA DELL'IKEA CHE CI PRENDE ALLEGRAMENTE PER IL CULO E CON LA SCUSA DI COMUNICARCI L'ESITO (NEGATIVO) DELLA SELEZIONE CI INVITA A VISITARE IL LORO SPLENDIDO PARADISO, ADESCANDOCI CON UN BUONO PER INGOZZARCI DI POLPETTE NEL LORO RISTORANTE SVEDESE!!!!! Va bene che siamo terroni e disoccupati, ma DEFICIENTI proprio NO!!!! So io chi vorrei far strafocare con 32.756 polpette avvelenate, una per ogni domanda pervenuta!!!

deceptacon


Postato da: deceptacon a 18:26 | link | commenti (8)
un imbattibile al giorno, scazzi quotidiani, provincia cronica, ieri è un altro giorno


sabato, 24 febbraio 2007

(Da una serissima conversazione tra attempati avventori di enoteca, origliata ieri sera)

"Sacc'! cudd' ha fatt' i 12 comandamenti e moh ama' v'dè!"

Saggezza popolare...

deceptacon


Postato da: deceptacon a 08:42 | link | commenti (1)
ieri è un altro giorno, la lunga notte


giovedì, 22 febbraio 2007

Era una notte buia e tempestosa...




L'immagine dei criceti che girano a vuoto in una ruota piccola piccola ben si addice a questo momento politico: spettri di decenni fa o di legislature passate da poco si materializzano nelle aule parlamentari; le discussioni cruciali assomigliano sempre più a squallide beghe condominiali e anche questo commento rischia di non andare oltre il più trito qualunquismo.
Ieri deceptacon e poor Leno hanno beccato mazzate da tutte le parti in quanto esponenti della "sinistra radicale" che sta mandando allo sfascio questo paese... Come se non fosse evidente che questo paese sta mandando allo sfascio un'intera generazione!
Penso a un sacco di cose contemporaneamente. Penso a come la squallida vicenda della votazione di Lidia Menapace alla commissione difesa racchiudesse in sé molte cose che sarebbero venute dopo (anche lì c'era un certo senatore De Gregorio, ex forza italia, poi italia dei valori, poi cane sciolto, ricordate?)

Ma cercare di ricostruire i tasselli è inutile, ora.
Intanto loro brindano. Mentre noi siamo ridotti sempre più al silenzio.

deceptacon


Incollo a caso alcuni commenti con cui si aprono oggi i giornali:

1) Ezio Mauro, La Repubblica

"Tirata per mesi in parlamento e nelle piazze, la corda ideologica dell'estremismo si è infine spezzata, facendo precipitare il governo Prodi e riaprendo a Silvio Berlusconi - sconfitto soltanto un anno fa nelle urne - la prospettiva ravvicinata di ritornare alla guida del Paese."

2) Sebastiano Messina, La Repubblica

"I maligni - e in politica, si sa, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca - sono però convinti che la vera partita non sia tra il cinque volte ministro degli Esteri e l'attuale inquilino della Farnesina, ma tra due ex democristiani: Andreotti, per l'appunto, e Romano Prodi. Due personalità assai diverse, che hanno coabitato nel Palazzo solo dal 25 novembre 1978 - quando Andreotti, al suo quarto governo, nominò il professore ministro dell'Industria al posto di Carlo Donat Cattin - fino al 20 marzo dell'anno dopo. Meno di quattro mesi. Durante e dopo i quali, al di là della cordialità di facciata, tra i due non c'è mai stata grande simpatia.
Quando Prodi fu messo in campo dall'Ulivo, dodici anni fa, il senatore a vita fu più freddo che tiepido: "Ha una lunga esperienza, è stato presidente dell'Iri, però un carro politico finora non l'ha mai guidato. Bisogna avere più tempo per verificare le doti di ciascuno, ed è meglio farlo a consuntivo più che a preventivo""

3) Enzo Mangini, Carta
"
Il corto circuito è abbastanza evidente se, anziché pensare al voto in senato, si guarda alle parole di Giorgio Napolitano. Il presidente della repubblica, a Bologna, ha detto che "le manifestazioni non sono il sale della democrazia" e che a decidere "sono comunque le istituzioni". Il rischio, secondo Napolitano, è che se salta questo schema si possa scivolare verso una non meglio definita crisi democratica. Pochi minuti dopo, quelle istituzioni che dovrebbero "decidere" sono entrate in stallo. Il governo è stato battuto al senato proprio sulla politica estera. E non, come poteva essere auspicabile, perché le istanze dei cittadini, da Vicenza a Sigonella, abbiano finalmente trovato spazio, ma solo perché, evidentemente, Massimo D'Alema ha tentato un azzardo senza contare bene le carte. L'opposizione alla nuova base statunitense di Vicenza, naturalmente, ha a che fare anche con la decisione di D'Alema di discutere in aula la politica estera del governo, ma, per ammissione dello stesso ministro degli esteri, non era il centro del suo intervento."

4) Vittorio Feltri - Libero
Intanto brindiamo. Prima o poi doveva succedere. Questo lo sapevano tutti. Ma che succedesse proprio ieri sulla risoluzione di D'Alema in materia di politica internazionale non osavamo sperarlo, anche se la speranza è l'ultima a morire. Per ora l'unica certezza è che il governo al Senato ha dimostrato di non avere una maggioranza. Da notare che non è caduto su un emendamento a una leggina marginale, bensì su questioni fondamentali, il ruolo dell'Italia sullo scacchiere mondiale. Prima di pensare al domani, scusate cari amici, vogliamo brindare. Non tanto alle disgrazie altrui, quanto alla conferma delle nostre tesi: non si può governare neanche un condominio con due voti di scarto a proprio favore e contando sul precario appoggio di sette senatori a vita, per nulla intimoriti dalla prospettiva di andare a casa, perché loro a casa ci vanno solo per le esequie. Perdonate la brutalità, ma il problema è tutto qui.


Postato da: deceptacon a 08:32 | link | commenti (5)
ieri è un altro giorno, la lunga notte


mercoledì, 21 febbraio 2007

(senza parole)



Ci ho messo un po' a capire che, anche se avessero votato a favore Rossi e Turigliatto la mozione della maggioranza non sarebbe passata comunque. O almeno così credo: confesso di essermi sentita una deficiente nel fare i conticini e cercare di leggere tra le righe dei comunicati che non spiegavano nulla. Tecnicamente Rossi non si sarebbe astenuto, bensì non avrebbe votato (differenza sottile, ma sostanziale), facendo così abbassare il quorum a 160. Certo le cose ormai non cambiano, ma fa ancora più rabbia sapere che siamo sempre appesi alle palle di Andreotti e Pininfarina, ai malanni di Scalfaro e alle rughe incrollabili della Montalcini... E intanto d'ora in poi la fantasmatica e inesistente sinistra radicale porterà l'onta dei futuri sfaceli.

Kute, c'è ancora un posticino da quelle parti?
deceptacon





Postato da: deceptacon a 20:54 | link | commenti (2)
scazzi quotidiani, ieri è un altro giorno


lunedì, 12 febbraio 2007

Tentennamenti

Sarà per il troppo tempo che passo davanti al computer. Saranno certi sensi di colpa o la malinconia per le occasioni perdute a causa di inezie burocratiche o inerzie esistenziali.
Insomma, sarà per questi motivi o per altri, ma ho dei tentennamenti, come brevi vertigini del senso. Del senso dell’esistere, dello stare al mondo.
Non nascondo di aver avuto molti tentennamenti davanti a certe domande del questionario della visita di leva: Vuoi bene a tua madre? Vuoi bene a tuo padre? Ti piacciono i fiori? Vuoi fare il meccanico? Oggi mi domando: Voglio davvero fare il cognitario? Del resto, non ho ancora iniziato e già mi sento stremato. E poi una vocina flebile ma severa dentro di me mi domanda: Perchè, hai alternative?! Non lo so, però tentenno.

Ecco, tentennare, come un oscillare incerto e ipnotico anche se solo per spiccioli di tempo e scarti di spazio, magari proprio quando la mia vita sembra al sicuro, al riparo dagli altri. Certo Paola Binetti e il resto della famiglia Addams che tra Vaticano e Parlamento predica un giorno sì e l’altro pure di famiglia agitando provette con dentro embrioni, quelli non tentennano mai. Odiano gay e etero che non si sposano, farfugliano di ‘leggi naturali’, tengono in ostaggio un paese di 57milioni di abitanti rintronati da una vita che vale moderatamente la pena di essere vissuta. E nessuno tentenna, mai. Il diritto degli altri e i diritti civili non possono certo diventare motivo di sospensione della quotidianità. Ieri Franco Berardi ‘Bifo’ su “Liberazione” scriveva che “in un ambiente saturo di infostimoli […] sembra scomparso il tempo per le carezze, il tempo per le parole lente, per i sussurri, per i tentennamenti”.

Oggi ho tentennato ancora. Su repubblica.it leggo che è pronto il manifesto del partito democratico. ne veniva riportato anche l’incipit: “Noi, i democratici, amiamo l’Italia”. E mi viene subito in mente di quel tale che nel ’93, nello studio di casa, davanti a una telecamera con il collant, si ricordò che “L’Italia è il paese che amo”… E io, la amo l’Italia?
Tentenno.


Postato da: poorLeno a 20:01 | link | commenti (3)
domani è un altro giorno, provincia cronica, scarti, litalia è il paese che amo


mercoledì, 07 febbraio 2007

STAY TUNED




deceptacon & poorLeno


Postato da: deceptacon a 16:31 | link | commenti (4)
tecnologie incarnate, domani è un altro giorno


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