stories from the city, stories from the sea
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"non immaginate che si debba essere tristi per essere militanti, anche se quello che si combatte è abominevole. E' il legame del desiderio con la realtà a possedere una forza rivoluzionaria"
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quanta spontaneità nei nostri modi schietti, nelle movenze, i completini perfetti; quando uno è naturale è naturale...
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Life is life (?)
Sono passati 3 anni dal referendum sulla legge 40 e le cose sono precipitate in maniera drammatica. Da Santoro stasera c'è Eugenia Roccella: voce melliflua, abbigliamento castigato, tacco barzotto, toni pacati e quell'aria forzatamente serafica che avevano le soffocanti catechiste della mia infanzia terrona, che parla di sorellanza e di “tutte noi donne”. Poi l'incommentabile Pezzotta, versione solo vagamente soft e snella di Ferrara. Poi dalla parte che dovrebbe essere delle femministe, Emma Bonino e Franca Rame: donne in gamba, al loro tempo, ma che ormai sono lontane dalla realtà e che fanno fatica a tenere testa a quei panzer ideologici del Family day. Come durante la campagna per il referendum mi sento cogliere da una rabbia per come si parla di cose che riguardano le donne come se non esistessero, come se fossero delle mere incubatrici, come se un figlio si facesse da solo: poff entra lo spermatozoo ed esce un piccininn’: senza nove mesi di gestazione, di fatica ed emozioni, di relazione simbiotica e anche parassitaria, senza l’infinita altalena degli umori, i mal di schiena, il vomito, le paure, le ansie, i desideri. Senza quella relazione duale, unica, irripetibile e impossibile da cogliere neanche dalle più accurate ecografie, da cui nasce un bambino. Non la Vita, astratta, immaginata e visualizzata su quelle immagini degli embrioni che scorrono sugli schermi e che non potrebbero MAI vivere al di fuori di un corpo, della volontà e della vita stessa di una donna che decida di crescerlo dentro di sé. Ormai non basta più difendere semplicemente la legge 194, perché è all’interno di quella legge che si sta erodendo progressivamente la LEGITTIMITA’ e LIBERTA' della scelta delle donne, perché vengono sempre più private della libertà, della tranquillità, della gratuità dell’aborto. La delegittimazione avviene in tanti modi, attraverso la necessità di passare dal giudizio morale di chi vuole farti sentire un’assassina, dalla difficoltà di trovare medici disponibili, da chi ti prospetta un futuro di rimorsi e tormenti morali infernali. Non solo partorirai con dolore, ma abortirai anche tra atroci sofferenze. Basta, io non voglio più trovarmi a difendere la 194, voglio difendere il diritto delle donne a scegliere della propria vita e del proprio corpo, al diritto all’autodeterminazione. In questo momento Pezzotta si sta ergendo a difensore del "soggetto più debole", quello che deve ancora nascere e che "lui protegge allo stesso modo" cioè nell'inutile maniera astratta che non ha nulla a che vedere con le vite singole. Basta, su Formigoni al telefono mi sa che me ne vado proprio a dormire.
deceptacon
8 Marzo
In attesa di ricevere e postare le foto del LOTTO marzo barese di lotta in cui abbiamo distribuito prezzemolo, letto testimonianze e ballato, vi linko questo bel set di immagini della manifestazione di bologna, scattate da Maurizio Cecconi. Ah se questo palloncino potesse portare via con sè i vari Ferrara, Ratzinger e Ferretti!

deceptacon
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