stories from the city, stories from the sea
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"non immaginate che si debba essere tristi per essere militanti, anche se quello che si combatte è abominevole. E' il legame del desiderio con la realtà a possedere una forza rivoluzionaria"
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quanta spontaneità nei nostri modi schietti, nelle movenze, i completini perfetti; quando uno è naturale è naturale...
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Rimestare un po’ nel marcio, sfangare gli ultimi dieci anni di storia repubblicana è un esercizio utile a svelare tutta la miseria e la poca tempestività del neo-anti-berlusconismo di "MicroMega" & Co. Provo molto rispetto per "MicroMega", pur collocandomi più a sinistra. Io però non dimentico le ultime settimane di campagna elettorale spese (persino con videointerviste morettiane da veri disperati della democrazia) a promuovere il voto utile a Veltroni. Forse volevano dire voto inutile o voto ignobile, a giudicare dai primi due mesi di Veltroni a capo della non-opposizione! Sfanga sfanga e diventa chiaro che, prima ancora che nascesse il Pd, lo spettacolo delllo spostamento a destra produceva securitarismo e clericalismo in grandi quantità, sufficienti a svuotare di contenuto sociale le istituzioni liberali. Le stesse per le quali l’8 luglio ci chiamano ad andare in piazza. Io non ci sarò. Ma per questo verranno altri tempi e altri post. Intanto, meno male che ci sono gli Alberto Piccinini e i Curzio Maltese, nonostante tutto.
Nazisti all'autogrill
Tra il 1994 e il 1995 il neoeletto sindaco di Roma Francesco Rutelli parlò più volte di «censimento generale» e «tesserini con foto» per regolare l'accesso ai nuovi campi sosta riservati ai nomadi nella capitale. Misure meno agghiaccianti delle impronte digitali prese ai bambini, ma insomma. All'epoca un cronista di agenzia andò a cercare commenti tra i rom e khorakanè. «Ricorda il numero del campo di concentramento che molti zingari hanno ancora tatuato sul braccio», gli risposero. E ancora: «Fanno come facevano i nazisti. Non vogliamo avere scritto sulla fronte zingaro, perché se sanno che sei zingaro ti scambiano per un ladro e non ti danno lavoro». Infine: «Ho già la carta d'identità, a che serve un'altra tessera?». In quasi quindici anni non è cambiato granché. A parte che nell'ultima campagna elettorale, nei dibattiti e nei blog pro-Alemanno, si sono sentite usare contro Rutelli le stesse promesse di allora, mai realizzate. A parte che all'epoca la destra di «Er Pecora» i campi sosta li voleva «fuori dal raccordo» e vicino agli autogrill «per consentire una sosta veloce». A parte che nel 1997 Maurizio Gasparri consegnò alle cronache la seguente dichiarazione: «I campi nomadi di Rutelli sono dei lager nazisti, e noi siamo contro i lager nazisti».
[Alberto Piccinini, “Vuoti di memoria”, in “il manifesto”, 01-07-2008]
Rutelli anticlericale?
‘Uno scandaloso favoritismo’, aveva tuonato nell’aula di Montecitorio, nell’aprile del 1995, un giovane parlamentare radicale: Francesco Rutelli. Nel corso di un memorabile ostruzionismo radicale alla Camera contro la proposta di accollare allo Stato altri mille miliardi di lire all’anno per un “fondo per gli edifici di culto”, il Rutelli dell’epoca aveva elencato per ore e consegnato agli atti parlamentari un elenco di migliaia di proprietà ecclesiastiche nella sola città di Roma. Inutile dire che lo stesso Rutelli, una volta diventato sindaco di Roma, ha rimesso nel cassetto la proposta di censire gli immobili ecclesiastici nella Città eterna.
[Curzio Maltese, “La questua”, Feltrinelli 2008, p. 66]
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